Spirito e Nutrizione

22 Aprile 2018 Pubblicato in Benessere Interiore

Il Cibo Nutre l’Anima e la Mente

Siamo in un tempo in cui non si può più guardare a se stessi come se fossimo composti da enti separati: per il corpo andiamo dal medico, per la mente dallo psicologo e per l’anima e lo spirito (per chi ci crede) dal prete o da un padre spirituale.

Il benessere e l’armonia possono trovare la loro piena realizzazione solo attraverso la comunione di ciascuna parte di noi e questo prevede il porre attenzione a se stessi, altrimenti la nostra vita sarà fatta solo di “baccano interiore”, di voci che parlano nella nostra testa (e non perché siamo pazzi) e che prendono il sopravvento sulle nostre scelte.

E se noi non dirigiamo noi stessi verso un fermo atto di volontà è facile che i nostri sogni finiscano nel dimenticatoio più buio della nostra mente (e del nostro cuore).

Il primo passo è il controllo dell’alimentazione o meglio, della nutrizione: attraverso l’introduzione dei nutrienti, infatti, non s’immettono nel corpo solo materie prime necessarie all’organismo ma anche le energie e le sostanze che partecipano alla formazione dell’alimento interno, l’anima.

Ne deriva che a tavola è quindi importante e salutare perseguire sempre la moderazione, senza “gonfiare” l’organismo di cibo, al fine di evitare una digestione faticosa ed elaborata, che a lungo a dare spegne il fuoco digestivo e rallenta il metabolismo.

Gli orientali dividono il cibo in tre categorie:

 Sattvico, che porta longevità, salute e felicità. Vi rientrano latte, burro, frutta, verdura e frumento.

Rajasico, che offusca la coscienza, produce eccitazione e ostacola il progresso spirituale. Vi rientrano carne, spezie, cibi e bevande eccitanti, uova.

Tamasico, che crea malattie e non permette l’evoluzione, bloccando il progresso spirituale. Vi rientrano i cibi deteriorati, troppo maturi o in stato di decomposizione.

Ciò che determina l’appartenenza all’una o l’altra categoria non è solo la natura del cibo, mail modo con cui ci avviciniamo ad esso.

La scelta dei vari alimenti viene effettuata dall’essere umano a seconda della sua evoluzione spirituale e intellettuale.

Chi è più evoluto sceglie cibi Sattvici, che portano calma e purezza alla mente, dando anche il giusto nutrimento per il corpo.

Chi tende verso la via evolutiva, ma non ha ancora superato le prove che lo attendono, sarà maggiormente condizionato dalla terra e dal fisico e sceglierà cibi Rajasici, che incrementano le passioni primordiali e sconvolgono la mente.

Chi è meno evoluto sceglierà cibo Tamasico o impuro, che porta al corpo pigrizia e ottusità, riducendo le capacità mentali e indebolendo il fisico.

Poiché l’alimentazione è anche una sorta di cordone ombelicale che ci lega alla terra e ai condizionamenti quotidiani, interrompere (momentaneamente) questo legame, porta a fare i conti con la propria autonomia e con le proprie emozioni.

Il digiuno* quindi, se condotto saggiamente può divenire occasione per compiere uno straordinario viaggio interiore e di crescita, in quanto oltre a disintossicare l’organismo, si va a disciplinare la volontà e si entra in contatto con le proprie ansie interiori, al fine di ascoltarle, accoglierle e permettere loro che esistano.

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“Ci sono momenti in cui vale il principio delle tre A: Ascoltarsi, Accettarsi, Amarsi” (Caterina Cabonardi)

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