L’importante non è essere alti, ma essere all’altezza

22 Aprile 2018 Pubblicato in Benessere Interiore

Come Elevarsi Senza Bisogno Dei Tacchi

In una visione generalizzata del mondo e di noi stessi, la paura è etichettata come un qualcosa di negativo, da evitare o superare.

D’altronde non è questo quello che ci trasmettono da bambini?

“Non correre, che cadi”

“Copriti, che prendi freddo e ti ammali”

“Mi raccomando, vai piano”

“Non andare in giro ad una certa ora…con tutti i delinquenti che ci sono in giro…”

Ansie e paure che ci hanno trasmesso dall’infanzia, ansie e paure derivanti da successive esperienze adolescenziali e in giovane età: non c’è da stupirsi se al giorno d’oggi molti adulti sono pieni d’insicurezze, bloccati dalle loro paure e in alcuni casi, con attacchi d’ansia e di panico.

Nessuno ci ha insegnato l’accettazione delle nostre paure. Nessuno ci ha trasmesso l’importanza di avvicinarci alle nostre paure con amore e compassione, in quanto esse altro non sono se non una parte di noi.

Ci hanno invece trasmesso (benissimo) che la vita è una giungla e che dobbiamo imparare a difenderci e a barcamenarci, introducendo così ogni genere di comportamento distruttivo nei confronti di noi stessi e degli altri.

La paura influenza e spesso domina molti (se non tutti) gli aspetti della nostra vita: il modo in cui parliamo, lavoriamo, mangiamo, ci relazioniamo con gli altri. La paura arriva anche ad influenzare il nostro respiro.

Una paura molto diffusa è quella di non essere/sentirsi all’altezza di una situazione o di una persona.

Questo tipo di paura è il frutto di una o più svalutazioni derivanti da esperienze del passato, oltre al condizionamento di una società, come quella attuale, piena di modelli in apparenza “perfetti”.

Se da bambina i tuoi genitori ti criticavano e ti paragonavano ad altri, facendo confronti con te è anche naturale che, a livello inconscio, tu abbia memorizzato certi giudizi su te stessa:

“Se i miei genitori mi criticano / mi paragonano agli altri, vuol dire che c’è qualcosa che non va in me”

“Sbaglio sempre, non sono brava”

“Ho sbagliato ancora, che stupida”

“Non merito la stima e l’amore dei miei genitori”

Da adulti le cose potrebbero non migliorare e ci ritroviamo con un bel senso d’inferiorità e con l’incapacità di farvi fronte.

Allora cosa si fa d’istinto in questi casi?

Si inizia il giro delle librerie e le ricerche su internet, per cercare suggerimenti utili per imparare ad amarsi di più.

E quindi incontriamo il pensiero positivo, l’uso delle affermazioni e le visualizzazioni di te come persona felice e di successo.

Queste indicazioni, per certi versi, possono avere una certa utilità, ma non portano ad affrontare il problema alla radice e a scalfire un’idea registrata, memorizzata nel tuo inconscio.

Non si costruisce l’autostima, con mere affermazioni positive, perché l’inconscio è potente.

L’inconscio comanda.

Infatti, se io mi sento inconsciamente una fallita, non riuscirò mai ad auto-convincermi di essere una vincente, anche se mi ripeto 100 volte al giorno che sono una persona di successo.

L’affermazione positiva non riesce a scalfire l’emozione registrata nel tuo inconscio, legata ai vari momenti della tua vita in cui ti hanno fatta sentire inferiore. Né tanto meno è possibile costruirsi una finta immagine di persona di successo, negando a me stessa le mie difficoltà e le mie insicurezze.

Ho personalmente conosciuto alcune persone, che pur di aumentare il loro valore, si sono indebitate per comprarsi rolex e auto costose, non potendosi in realtà permetterselo, al fine di aumentare le loro apparenze, senza risolvere nulla al proprio interno.

Quindi come fare? Ecco a te i…

6 Passi

Per Sentirsi All’Altezza Dentro

(E Non Perdere Le Opportunità)

Passo n. 1

Auto-osservazione

Ti devi accorgere di te: è f-o-n-d-a-m-e-n-t-a-l-e!

La maggior parte delle volte, le paure sono inconsce, quindi inconsapevoli: sono lì piantate dentro di te, da qualche parte, nel tuo profondo, ti guidano, ti dominano, prendono il sopravvento e spesso non te ne accorgi. Si, perché non viviamo nella consapevolezza e agiamo il più delle volte in modo automatico, in modo reattivo.

L’auto-osservazione comporta un prendere un primario contatto con se stessi, guardarsi e accorgersi di sé: di questo ne parla benissimo Salvatore Brizzi, di cui ti consiglio con tutto il cuore, di seguire i suoi corsi, sia on line che dal vivo. Ma trovi moltissimo di lui anche su youtube.

L’auto-osservazione va eseguita senza giudizio e ha una duplice capacità:

 Ti permette di vedere cose di te di cui, in stati di normale ordinarietà e quotidianità, non ti accorgevi o che non sapevi neanche di avere al tuo interno.

 Ti permette di distaccarti emotivamente, anche se per pochi istanti, dalle voci interiori che ti svalutano ad ogni occasione.

Consigliato vivamente, l’uso di un diario, in cui annoterai (senza giudizio) cosa hai notato in te durante il corso della giornata: le tue reazioni emotive, i pensieri ricorrenti e se hai tensioni o dolori nel corpo.

Annota tutto sistematicamente, come se tu fossi un ricercatore, uno scienziato meticoloso.

Passo n. 2

Parla alla bambina ferita

Se fai correttamente il lavoro di auto-osservazione, emergeranno ricordi del passato e della tua infanzia: è inevitabile in realtà sentire, voci che dentro di te sussurrano che non vali abbastanza, che non sei abbastanza brava o abbastanza bella.

C’è una bambina che piange: è la tua bambina ferita.

È la bambina che è stata paragonata agli altri fratelli e sorelle, messa da parte, confrontata con i bambini della classe che prendevano voti più alti.

È la bambina che ha provato vergogna durante il ricevimento con la maestra, mentre ti giudicava davanti a tua madre, dicendo che non ti impegnavi abbastanza.

Voci, voci, voci di una bambina offesa, arrabbiata, triste e che si sente piccola, inutile e così sola.

Conosco bene quelle voci. Molto bene.

Da adulta il senso di vergogna e di svalutazione non si lenisce, anzi tende ad aumentare, portandoci al doverci accontentare e scendere a compromessi, tanto da non riuscire a sviluppare un’immagine di rispetto e dignità verso se stesse. Cosa, che di riflesso, ci porterà ad attrarre situazioni e persone che non ci rispettano, ci calpestano e soprattutto, persone che non riconoscono il nostro valore.

Perché noi in primis non lo stiamo vedendo.

È una spirale dolorosa che ci trascina sempre più in basso, ledendo giorno dopo giorno, la nostra autostima.

Ora sì che la visualizzazione ti aiuta e ti torna utile, perché dovrai parlare alla tua bambina ferita, consolarla e dirle che sai quanto sta soffrendo, ma che non è sola, ora ci sei tu, adulta, pronta ad ascoltarla e a farle comprendere che adesso le cose sono cambiate e che è il momento di lasciare andare queste ferite, appartenenti a un passato che non c’è più.

Passo n. 3

Accetta la paura, abbraccia questo dolore

E’ un passo questo, più che successivo, parallelo al precedente.

Nel consolare questa bambina, questa parte di te ferita, sarà inevitabile il dover accettare l’ombra dentro di te, rappresentata dalla tua paura e dal tuo dolore.

Accettare l’ombra è il passo fondamentale per dare spazio alla luce che già è presente in te e che può solo ampliarsi, allargarsi.

Facciamo spazio quindi, attraverso un’accettazione incondizionata, senza remore, senza giudizi, senza sensi di colpa e senza rimpianti.

Gradatamente, piano, poco alla volta.

Non possiamo smontare un palazzo in poco tempo, pazienza, pazienza con te stessa.

Tuttavia, attenta a non fraintendere: accettare la paura, il fatto che ci sia una voce interiore che ti svaluti continuamente, non significa che le stiamo dando ragione.

No, assolutamente. Noi accettiamo che ci sia, ma con questo non significa che ammettiamo a noi stesse, che la voce svalutante abbia ragione.

Ha le “sue” ragioni, frutto di un contesto passato, in cui la causa non sei stata tu, ma altre persone.

Passo n. 4

Metti in dubbio la paura

Adesso che la bambina è stata ascoltata, consolata e che hai messo in chiaro le cose con lei, che ora ci sei tu, sarà necessario che il tuo occhio di donna adulta osservi questa paura per quello che è: una grandissima bugia.

Il modo migliore per mettere in dubbio la svalutazione che è lì presente e che non si smuove dal tuo subconscio è parlare chiaramente a se stessi, facendosi le domande.

Le domande hanno potere sull’inconscio (altro che le affermazioni!).

Alle affermazioni l’inconscio risponde a modo suo.

Ad esempio se tu non hai questi livelli altissimi di autostima e continui ad affermare a te stessa:

“Io sono una persona che merita successo”

L’inconscio (non perché sia un’infame, ma perché si basa sui programmi che ha a disposizione) potrebbe risponderti:

“Non sei fatta per il successo, non sei capace”

“Non sei adeguata a svolgere un ruolo da leader”

“Ci vuole fegato per avere successo e a te manca…ti ricordi quella volta…”

“Le donne di successo sono belle e tu non lo sei abbastanza”

Con le domande invece, fai abbassare, man mano, le difese dell’inconscio (sì, perché paradossalmente è anche attraverso le paure che l’inconscio ci protegge, evitandoci di farci correre rischi, rimanendo nella nostra zona-comfort). Ad esempio:

“Sei sicuro che non sia capace? Neanche di guidare ero capace, ma ho imparato, così come ho imparato a fare tante cose che all’inizio non ero capace di fare” (e gliele elenchi, così si sta zitto).

“Non sono adeguata rispetto a chi? Rispetto a cosa?”

“Io non ho fegato? Ti ricordo che quella volta in cui…sebbene provassi paura, sono riuscita a…”

“Dici che serva solo la bellezza? Occorre soprattutto determinazione e tenacia, qualità che ho”

All’arrivo della svalutazione (te ne devi accorgere, perché va in automatico, per questo l’auto-osservazione è così importante), tu poni una domanda e rigira la frittata, metti in dubbio le credenze dell’inconscio.

Questo è l’unica via per scalfire l’inconscio, sebbene occorra del tempo.

Smetti quindi di concentrati su quello che ti manca e porta te stessa su tutte le tue qualità, sulle tue risorse e su quanto è bello questo tuo cuore.

Passo n. 5

Lavora, lavora, lavora su di te

Sei proprio non riesci da sola, senza vergogna e senza altri giudizi inutili su te stessa, puoi richiedere un aiuto psicologico, che male assolutamente non può fare.

In ogni caso non fermarti, non risparmiarti: frequenta corsi dal vivo o puoi acquistarne on line, leggi libri, ascolta audio, frequenta nuovi ambienti e partecipa ad eventi che potrebbero avere un impatto notevole sulla vita, tanto da portarti ad un punto di non ritorno con il tuo passato e con ciò che credevi di essere.

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Passo n. 6

1,2,3 Azione!

Agisci! Sei pronta!

Falla quell’azione (piccola non enorme) che finora hai rimandato e rimandato, bloccata com’eri dalla paura.

Ora hai gli strumenti e quindi sai come rispondere alla voce ogni qualvolta cerca di sminuirti e di destabilizzarti: non glielo permettere!

Agisci e sbaglia, agisci e sbaglia, agisci e sbaglia, finché ti verrà tutto naturale e avrai quello che ti serve più in assoluto: le prove!

Potrai dare all’inconscio le prove che sei capace, che sei all’altezza, che sei adeguata e che hai tutto, tutto quello che ti serve, perché è sempre stato lì…dentro di te!

I miei migliori auguri per il tuo successo!

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“Il compito principale nella vita di ognuno è dare alla luce se stesso” (Erich Fromm)

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